domenica 29 maggio 2011

Green Lantern Corps #53/57

The Weaponer
Storia: Tony Bedard
Matite: Tyler Kirkham
Chine: Batt
Copertine: Kirkham, Batt e Ruffino

Bedard ci riprova e fa di nuovo centro, proponendo un interessantissimo story arc dedicato a colui che forgiò l'anello a Sinestro, sul pianeta Qward, anni fa.
Peccato solo per la pessima caratterizzazione del Weponer. Il personaggio è risultato altanelante per tutta la storia.
All'inizio è Attenzione Spoiler: un malvagio costruttore di armi che estingue una razza aliena per forgiare l'anello a Sinestro.
In seguito, agli occhi di Soranik Natu, e del lettore stesso direi, diventa una vittima, un buono, un martire... Tanto che ti chiedi "ma è lo stesso personaggio delle prime tavole?"
Nello stesso momento in cui appare buono, in una vignetta benedice la venuta di Sinestro, il quale fa scoprire ai Qwardiani che esistono dei mondi da conquistare, per sfruttare le loro armi.
Durante la battaglia è di nuovo buono, fino alla conclusione, in cui accetta di unirsi al Sinestro Corps
.
Mah...

Altro difetto dell'albo sono i disegni, veramete bruttini. Si passa dal buon Syaf a questo Kirkham che ci regala uno dei più brutti Sinestro della storia. Sembra un pulcino spennacchiato...
Peccato perché ogni tanto qualche personaggio gli è riuscito bene.
Aggiungici anche che lo stile poco rifinito non è per niente di mio gusto... E la bocciatura è certa.
Però un pregio ce l'ha: il modo in cui si creano i costrutti del Weaponer sono resi benissimo come pochi altri hanno saputo fare in passato. Non abbiamo direttamente il costrutto ma in più di una vignetta si vede l'oggetto prendere forma.


Note:
- all'inizio, quando Kyle effettua il salvataggio del treno, la pelle dei korugariani pare come quella terrestre. Vanno bene le variazioni, come è per noi, ma non dovrebbero mantenersi sulla tonalità di Sinestro?
Anche Sinestro e figlia ce l'hanno diversa, e va bene, ma perché in una vignetta in cui appaiono faccia a faccia, la tonalità diventa identica? Una reazione camaleontica korugariana?
- Ganthet ha 5 miliardi di anni, più o meno l'età della Terra... Quindi ancora una volta cade la brutta idea di Johns di rendere la Terra come originaria della vita.
- mi ha fatto un po' ridere l'armeria del Weaponer, con armi decisamente terrestri, molte delle quali proveniente dal nostro passato remoto.

mercoledì 25 maggio 2011

Micronauti

Altro volume Italycomics preso grazie allo sconto della prima metà di maggio, proposto da ecomics.it, questa volta purtroppo di un volume che non ha avuto seguito in Italia, nonostante ci fossero altri 6 numeri (la serie originale arriva all'undicesimo e in questo volume ci sono i prini cinque).
Rivoluzione!
Storia: Scott Wherle
Matite: Eric Wolfe Hanson (1-3) e E, J. Su (4-5)
Chine: Barbara Schulz con Clayton Brown (1-2) e Steven Hall (2-3)
Copertina: Eric Wolfe Hanson

Non ho mai vissuto l'era delle action figure (non ero lontanamente in programma di nascere quando andavano forte) e neanche me le ricordo dai discorsi delle persone più grandi (cosa che mi capita con altre cose). Ad attrarmi di questo titolo è stato maggiormente il nome, se c'è un "nauta" alla fine, questo porta all'avventura, nel 90% dei casi un'avventura sci-fi, ovvero l'altro motivo dell'acquisto.

Un acquisto che mi pento di non aver fatto prima (è uscito nel 2005 in Italia). Fatto a scatola chiusa, solo per i motivi che ho citato prima, senza informarmi e, di conseguenza, venire a sapere che si trattava di una storia spezzata. Ma nonostante questo, lo rifarei. Alla fine l'ho pagato solo 4 euro... ci mancherebbe!
Precisiamo, non si tratta di un grandissimo fumetto ma di semplice intrattenimento e a me 'sta cosa va più che bene.
Peccato solo che non sapremo mai cosa aveva di speciale Archer... A meno che non ci si procuri il materiale in originale (sempre se con l'undicesimo numero si chiudevano tutte le trame).

Nulla da dire in particolare di disegni e colorazioni, il giudizio è più che positivo anche per quelli
Per alcune cose ho preferito Hanson, per altre Su, ma in definitiva, entrambi bravi.


Concludo solo citando un paio di errori, che ho scorto solo perché ormai sono un pignolo rompicoglioni patentato.
Nella prima parte, seconda pagina, seconda vignetta, seconda didascalia: "quando gente imporante-- e con unportante intendo ricca--".
Invece nella terza, seconda pagina, terza vignetta: "e cerchi di stare fuori dei guai?" anziché DAI.

domenica 22 maggio 2011

Ant

Approfittando del mega sconto (60% off) di ecomics.it, ho acquistato qualche vecchio volume della Italycomics. Tra questi ho pescato Ant per la sua copertina particolare, per il fatto che era un fumetto indipendente, e poi perché mi ricordava The Tick (non chiedetemi perché), anche se era evidente che all'interno non ci sarebbero stati temi leggeri e comici come quel cartone animato.

Giorni Come Questi
Storia: Mario Gully, Sean O'Reilly, Ken Levin, Tina Gully
Matite: M. Gully
Chine: Peter Repovski (numero 1) e Mario Gully
Copertina: M. Gully

Fumetto molto carino con un pizzico di originalità, dove non abbiamo l'ennesima eroina ma solo un personaggio in maschera che appare di tanto in tanto nelle fantasie di una bambina. Nel frattempo procede la storia di un padre accusato ingiustamente di omicidio, la vera trama che mi ha incollato alle pagine.

Quello che mi è piaciuto particolarmente è stato il finale alla Attenzione Spoiler: Shutter Island, col solito matto che si immagina tutto, anche se questa volta... Un qualcosa di vero c'è.

Sui disegni sono un po' contrastante. Ad esempio tutti i personaggi, il 90% delle volte, mi sono sembrati tirati via, tranne Ant, disegnata sempre in modo eccelente. Nonostante le pose strane, l'anatomia non ha avuto mai pecche.
Sicuramente il problema sono le chine, troppo calcate, problema che infatti non c'è nella prima storial, l'unica in cui Gully non si inchiostra da solo.


Un'unica osservazione: che senso ha avuto, se Attenzione Spoiler: trattandosi tutto di una fantasia, giungere alla verità sia per merito di Hanna che per merito del'ex di Daniel? Non bastava dare il merito ad Hanna?
La poliziotta alla fine dice alla protagonista che se l'identità la scoprirà Ant del futuro, il padre non verrà scagionato. E no, invece! Dato che il padre è stato scagionato per merito del video di sorveglianza
...
Insomma, c'è solo 'sto piccolo errore narrativo. Per il resto, tutto ok.

sabato 21 maggio 2011

Supergirl #58-59

Day of the Dollmaker
Storia: Sterling Gates
Disegni: Jamal Igle
Chine: Jon Simabl e Robin Riggs
Copertine: Amy Reeder, Richard Friend e Guy Major

E con un'altra bellissima storia, si conclude il ciclo di Gates e Ingle su Supergirl. Mi devo ripetere ancora una volta, DC TI ODIO per aver fatto andare via questo duo meraviglia, l'unico capace di far apprezzare al pubblico un personaggio odioso, e inizialmente privo di motivi di esistere, come la Kara Zor-El del post-Crisis.

La loro run, durata due anni, si conclude come era iniziata, con un articolo su Supergirl di Cat Grant e se andiamo a guardare i due pezzi, possiamo notare l'evoluzione del personaggio, di come era quando i due autori la presere e di come è oggi che la lasciano. Due articoli che ci sottolineano l'evoluzione del personaggio.
Riguardo il villain della storia, che lasciava indizi fin dagli inizi di questa run, non mi è piaciuta affatto la sua identità. Non si incastra bene con le origini che aveva scritto Johns su Action Comics #865. La famiglia Schott non aveva Attenzione Spoiler: nessun figlio e la signora Schott era contenta di donare gioia ai bambini insieme al marito, a differenza della storia che ha raccontato Anton.
Da Gates non me lo sarei mai aspettato... Ma visto che Anton è uno psicopatico, probabile che si sia inventato tutto. Almeno lo spero.

Dal dopo NK, a parte Supergirl, gli altri personaggi supermaniani non hanno affrontato le conseguenze della guerra dei Supermen. Superman se ne è andato a passeggio per gli Stati Uniti e Lois gli è andata dietro.
In questa storia arriva l'epilogo della famiglia Lane, con Lois che va a parlare alla sorella.
Un bellissimo epilogo, con Lois che esprime il mio stesso pensiero (che ho ripetuto negli ultimi anni), Lucy è morta (sia metaforicamente che letteralmente), ora c'è solo Superwoman, il mostro creato dal Generale Lane, che non è certo la brillante sorella che tutti ricordavamo.


Venendo ai particolari:
- Riot (Multiplo) torna ad avere la faccia disegnata. Che palle!
- Finalmente scopriamo cosa ha fatto Cat durante questi anni e perché è diventata così rude in ambito lavorativo. Finora sapevamo solo che era stata a Los Angeles.
- Si vede Superman coi capelli lunghi. Fa sempre piacere rivederlo e sapere che ai vertici della DC non vogliono dimenticarlo.
- Lois accenna alla cecità di Lucy, elemento importante della mini di Byrne che riscriveva le origini dell'Uomo d'Acciaio nell'86, Man of Steel. Non tutto è perduto.
- Non mi tornano i conti sull'età che dovrebbe avere oggi Adam, il figlio di Cat. Lei dice che dovrebbe avere l'età di Anton. Ma quanti anni ha lo psicopatico? Sembra grandicello... Calcolando che dalla morte possono essere passati MASSIMO 3 anni, come potrebbero essere coetanei i due?
-Il team creativo dimostra ancora una volta di avere grande passione per il personaggio, basta guardare una piccola vignetta in cui appare la Gang, nemici anni 80 di Kara, apparsi la prima volta nella sua ultima serie pre-Crisis, The Daring New Adventures of Supergirl #4.

venerdì 20 maggio 2011

DC Comics' August 2011 Solicitations

Tornano anche questo mese i miei commenti cinici sulle uscite DC, alla faccia dei rincoglioniti DC fan che sanno solo sbavare nei loro commenti, ad ogni cazzata che gli rifila mamma DC.


Ma Green Lantern che fine ha fatto? Va bene un mese di pausa, visto il bel da farsi che sta dando Flashpoin a Johns, però due mesi mi sembrano troppi. Se nun te regge la pompa, non prendere troppi incarichi, Geof!

Due numeri di Flashpoint 'sto mese? E perché? Che palle... Ero contento di risparmiare grazie alla chiusura della serie regolare di Flash e poi mi fanno uscire due numeri in un mese.

E comunque hanno rotto er cazzo con ‘sti "flash fact" ad ogni descrizione! La cosa è carina ma abusata inizia a stacare, come ogni cosa… Tranne che la gnocca, ovviamente.

Non avevo notato il titolo della mini dedicata all’uomo pesce della DC: Emeperor Aquaman… IMPERATORE AQUAMAN… Che merda. Imperatore Arthur pareva brutto?

Per Action Comics #904 c’è una variant cover di Jerry Ordway!? Se non costassero così tanto la prenderei subito.

I DC Retroactive dovevano uscire una decade al mese e invece ‘sto mese escono gli anni 80 e i 90 insieme... Chi li capisce è bravo.
Comunque chi è 'sto Superman pelato? A parte questo, sono contento di rivedere la coppia Simonson/Bogdanove di nuovo insieme.

Di Superman Beyond ne ho parlato già nel blog di Superman.

E anche 2 numeri di Superboy e Teen Titans (tra l’altro esce il centesimo numero con più pagine e a prezzo più alto), ma che è 'sto mese?

Insomma, bel modo di riprendere la routine dopo le vacanze estive, quando si ha il portafogli vuoto… Mah!

domenica 8 maggio 2011

Green Lantern Emerald Wariors #1/7

Last Will
Storia: Peter J. Tomasi
Matite: Fernando Pasarin
Chine: Cam Smith
Copertine: Rodolfo Migliari

L'universo lanterniano è troppo bello e vasto, così l'inizio di una terza serie non può che avermi fatto piacere, nonostante solitamente propenda per il minor numero di serie possibili. Poi se a scriverla è il bravissimo Tomasi, che a differenza di quel farabutto di Gleason non ha abbandonato le serie smeralde, tanto di guadagnato.

Serie stupenda che non ti lascia un attimo di respiro, alla fine di ogni numero c'è un colpo di scena. Ma non colpi di scena per nerd, dei VERI colpi di scena.
Altro che Johns, Tomasi è la vera star lanterniana. Ho sempre preferito il Corpo alla serie ammiraglia, quando la scriveva lui, e ora che è passato a questa nuova serie, è questa quella che preferisco.
Magari poi le idee sono tutte di Johns, non lo so, però vengono gestite meglio da Tomasi.

I disegni di Pasarin, che ricordavo solo come sostituto di Eaglesham su Justice Society of America, mi hanno fatto ricredere. Ricordo che all'anteprima del primo numero non ero rimasto molto entusiasta. Invece in questi primi sette numeri ha fatto un ottimo lavoro e ho imparato ad apprezzarlo veramente tanto. Ora mi piace proprio!


Note:
- "home to the Guardians--" ma è corretto quel to?
- da quand'è che una voce che esce da un costrutto dell'anello, è rossa?
- l'immagine copiaincollata (quella che appare nel display della videocamera) l'accetto perché è all'interno della stessa vignetta e dalla stessa identica prospettiva.
- mi chiedo come mai venga chiamato Guy per l'emergenza, non c'è la Lanterna del settore?
- fantastico Guy in Harley Davidson!
- chissà se gli operai che lavorano su Oa faranno parte delle 7200 Lanterne o sono comuni civili.
- l'ennesimo soprannome divertente di Guy che stavolta chiama brother Warth, Babar.
- il ragazzino dice a Soadm: "once you changed our sun back to yellow, all our powers shut off like a light."
Ma che cazzo sta dicendo? Il sole giallo mica annulla i poteri, è il contrario.
- la spada infuocata di Zardor mi ricorda l'arma del protagonista del videogioco God of War.
- fa strano vedere degli alieni capaci di viaggiare nello spazio, usare ancora piccone, carrelli da miniera su ruote, o altri attrezzi antichi.

lunedì 2 maggio 2011

Superman #707

Grounded - Part Five
Trama: J. Michael Straczynski
Testi: Chris Robenson
Matite: Allan Goldman
Chine: Eber Ferreira
Copertina: John Cassaday e David Baron

Se nella scorsa parte il tema era stato le violenze domestiche, in questa i temi abbondano e sono tutti succulenti. E' questo che vorrei vedere più spesso su un fumetto di Superman, non sempre e solo scazzottate con supernemici, che m'hanno scassato la minchia!
La storia inizia con un riassunto dei salvataggi del protagonista, tutte cose normalissime ma che richiedono il suo intervento.
Nel pieno della storia invece lo vediamo prima estinguere un incendio e poi vedersela con un dilemma profondo, tra inquinamento e disoccupazione.
Caspita quante cose in un solo albo... E sono rimasto incollato nonostante non ci fossero battaglie epiche.
Qualcuno potrebbe storcere il naso all'atteggiamento dell'Azzurrone, io invece lo trovo estremamente riflessivo e alla fine fa la scelta più giusta (a parte l'intimidazione nei confronti della moglie, nonché giornalista, cosa che non è neanche lontanamente da lui), anche se Lois non sembra prenderla molto bene. Cosa certa però è che ultimamente si sta comportando in modo diverso e ce lo conferma anche quel gruppo di persone che appare nell'ultima tavola.

I disegni di Goldman, disegnatore ospite, non sono male, mi ricordano il bravissimo Julian Lopez, però avrei preferito vedere il solito Barrows, che per fortuna torna nel prossimo numero in una storia adatta al suo stile.


Note:
- Superman che blocca un treno, rischiando di ferire qualcuno, invece di spostare semplicemente la bambina, lo potevano evitare.
- Anche se viene motivato, con una motivazione del cavolo, Superman col cellulare in mano, in mezzo alla gente, non si può guardare.
- Da notare nella seconda pagina l'espressione della folla, dal punto di vista del nostro eroe, sembra contrariata, invece, da un punto di vista esterno, è entusiasta del suo slavataggio. Sento puzza di controllo mentale, qualcuno gli sta facendo credere di non essere apprezzato.
- Divertente la citazione di Lois a uno dei superpoteri del pre-Crisis, il superventriloquismo.
- Orignale il tizio del camion che si incazza quando l'Azzurrone prende in prestito dei ferri che stava trasportando.