martedì 13 novembre 2012

Silent Hill: Revelation

Visto sabato sera e con gran gioia, nonostante negli ultimi anni vada al cinema a fatica (mi pare 3 volte in 2 anni).
Questo sequel supera il predecessore, non solo ha tutti i suoi aspetti positivi, tra essere un adattamento ben gestito (nonostante i cambi di nomi - che qui tornano gli originali del videogioco con un ottima scusa - e cambi di sesso) ma ha anche un elemento fondamentale che il primo ottimo film non aveva: ovvero l'horror! Finalmente lo spettatore non è solo incuriosito dal misterioso passato della cittadina nebbiosa (o dovrei dire "incenerata"), elemento portante nell'avventura di Rose, ma stavolta salta dalla poltrona. Quindi si passa dal mistero, ormai si sa tutto o quasi, alla tensione.
Una direzione generale più affine alla saga Konami che ai film hollywoodiani.
Viceversa, di Hollywood prendono l'ammasso di personaggi, come Attenzione Spoiler: le due ragazze che si sono perse e ritrovate lì per caso. Vi ricorda qualcosa? A me almeno una dozzina di  horror B-movie. O l'aggiunta forzata Attenzione Spoiler: del ragazzo-spasimante. Cose che però non mi sono dispiaciute.
Bellissimo anche il nuovo mostro mai visto nei videogiochi. Quando si osa, speso si sbaglia ma non stavolta.
Inquadratura di spalle in stile videogioco
Somiglianza di Adelaide Clemens con la Heather digitale, eccelsa. Harry (Sean Bean) invece ricorda più James Sunderland (il protagonista del videogioco Silent Hill 2).
Riguardo quest'ultimo sono più che felice della Attenzione Spoiler: modifica rispetto a Silent Hill 3, ci rimasi male nel vederlo morto davanti al televisore. Non solo, il finale lascia sperare anche a un terzo film con, FINALMENTE, protagonista Harry Mason.
A proposito della Attenzione Spoiler: sua morte, quando Heather arriva a casa, fuggita dal centro commerciale, tutti quelli che hanno giocato a SH3 si aspettano di trovare il padre morto sul divano. Prima di trovarlo gira un po' casa e nel sottofondo si sente un fruscio, come un vecchio televisore a tubo catodico che ha perso l'antenna... e invece si rileva una piccola lampada caduta che fa intermittenza. Ottima "mossa Kansas City"!

Ancora un applauso per aver mantenuto la strepitosa colonna sonora originale di Akira Yamaoka anche se con qualche aggiunta hollywoodiana (non ho proprio controllato i credits, vado a orecchio) che non è nulla di che o forse, più semplicemente, appassisce d'innanzi al compositore nipponico.

Se devo trovare un difetto, per me è lo stesso della prima pellicola, ovvero che spiegano troppo.
Il bello del videogioco è che gran parte della storia della città resta nel mistero, lasciando la libera interpretazione al giocatore. Diciamo che rappresenta più l'inferno dove vanno a finire quelli che hanno un oscuro passato, piuttosto che una città dannata.

Da non perdere!

p.s. ma quanto so' gnocche le infermiere mostre? Sarò malato ma mi arrapavano quando videogiocavo (dovessi trovarmele di fronte farei come Shorty in Scary Movie 2, 'na busta in testa e passa la paura) e m'arrapano ora nelle trasposizioni cinematografiche.

p.p.s. un vaffanculo al 3-D, ho dovuto faticare per trovare un cinema che lo trasmettesse normalmente... A ROMA!

domenica 11 novembre 2012

Tomb Raider Legend

In un periodo in cui scarseggiano i videogiochi d'avventura, ormai tutti indirizzati maggiormente sull'azione, sono dovuto andare a ripescare un vecchio titolo per la vecchia generazione di console, trasposto in alta definizione per questa trilogia.

Non posso fare paragoni con la versione originale perché la saltai a suo tempo ma quello a cui ho giocato è un buon titolo che può ancora dire la sua nonostante sia passato qualche anno. Belle arrampicate, enigmi a sufficienza e della difficoltà giusta, storia nella media, infatti a coinvolgermi sono stati i primi due punti, azione moderata, longevità medio-bassa, giocabilità nella norma (le arrampicate non sono fluide come quelle di Assassin's Creed o Uncharted ma neanche macchionose). Ho trovato snervante giusto il finale in cui serviva più fluidità nei comandi per sconfiggere il nemico e invece avevo la sensazione di comandare un bradipo. Una volta premuto attacco bisogna aspettare qualche secondo prima di poter saltare, e viceversa, oppure nell'usare il rampino dopo un salto o un attacco.

venerdì 9 novembre 2012

Altered Beast [PSN]

Finito, in circa 5 minuti, forse 10, ma non l'Altered Beast della raccolta SEGA Mega Drive Ultimate Collection (che non appena avrò avuto modo di provare tutti i giochi, commenterò), bensì la versione PSN.
Grafica leggermente "allisciata" dagli spigolosi pixel ma si poteva fare qualcosa di più... non giustifica un acquisto, neanche si trattasse di 1 €. Qualche nemico nuovo ma i soliti livelli e la solita difficoltà, con l'aggiunta del "continue?".


Never give up!

Come esclama il protagonista una volta che decidi di continuare, dopo essere morto.
Fossi stato la SEGA, stavolta mi sarei arreso, lasciando il titolo (quello classico) sulla Collection. Che fa ancora la sua porca figura, così com'è nato.

domenica 4 novembre 2012

Assassin's Creed Revelations

Giunge a conclusione la trilogia di Ezio, lasciando un magone a tutti i giocatori che in questi anni (per me in QUESTO anno, dato che li ho giocati tutti e 3 nel 2012) si erano affezionati alle imprese del fiorentino sciupafemmine.
Uscita di scena forse un po' tirata via, sicuramente improvvisa. Nel capitolo più corto di tutta la saga legata agli assassini, un Ezio invecchiato e stanco vive la sua ultima avventura prima di ritirarsi, in modo veloce e frenetico, senza perdite di tempo tra troppe missioni secondarie, che non mancano, e missioni principali infinite.

Per me sicuramente non un difetto questa longevità, anche se mi ha lasciato di smacco. Ma meglio così dato che a tratti, i 3 giochi precedenti (soprattutto il primo con Altair) mi erano parsi estenuanti.

Interessanti gli ultimi anni di Altair anche se giocare con un 80enne che non riesce manco a camminare, non è il massimo. Avrei preferito dei semplici filmati senza interattività.
Come al solito, a tratti l'età dei personaggi non è risultata delle migliori graficamente. Altair e prole, a volte sembravano avere 40anni o più di differenza, altre volte si vedeva più una giusta differenza.

In Revelations spariscono i cavalli...non che mi avesse fatto impazzire l'idea di poterli usare in città mentre giocavo a Brotherhood, però muoversi nella città, quando non ci sono uscite dei passaggi sotterranei nei paraggi, qualche volta è risultato stressante.

Degna conclusione di una bellissima trilogia, che regala anche un po' di nostalgia mano mano che si va avanti e si ripensa al giovanotto pieno di vitalità di A'sCII.

venerdì 2 novembre 2012

Dead Space 2

Ero stato un po' bloccato a iniziare questo secondo capitolo, per via delle voci che lo davano più incentrato sull'azione che all'horror/survival horror... cosa che non ho trovato affatto veritiera! Terrore quanto il primo capitolo, se non di più. Nonostante, bene o male, si sapesse benissimo cosa aspettarsi.

Altro pregio che per me è uno dei più importanti, è la linearità massima del videogioco, ancora più del primo, in cui volendo potevi andare dove volevi ma grazie al navigatore, alla fine seguivi il percorso prefissato. Si va dal punto A al punto B, senza deviazioni o obblighi a tornare dietro qualora ti fossi dimenticato qualcosa, salvo un paio di rare eccezioni in cui sono dovuto tornare nella stanza precedente per prendere un generatore che dava elettricità alla porta. Questa cosa, però, ha portato all'eliminazione della mappa, che in fin dei conti non sarebbe servita a nulla qualora ci fosse stata, anche se ammetto che all'inizio mi ha fatto uno strano effetto, dandomi un senso di smarrimento.

Nulla da dire sulla storia, che prosegue di pari passo quella del capitolo precedente, chiudendo alcuni cerchi legati a Isaac e ai suoi sensi di colpa nei confronti della fidanzata.
Buona anche la coprotagonista, che alla fine del gioco ha un ruolo importante in perfetto stile film hollywoodiano.

Dead Space 2 è uno di quei rari casi in cui un sequel supera il prequel. Da non perdere!