lunedì 30 settembre 2013

Rochard

D'estate il tempo di chiudersi in camera a giocare davanti un televisore, diventa davvero risicato. C'è il lavoro che occupa la maggior parte della giornata, qualche ora di sonno e poi? Ci si va a sballare in giro, si beve, si balla, si ribeve, si ammirano quelle belle gambe femminili all'aria e le scollature che lasciano poco all'immaginazione. Di giorno, quando non si lavora, la spiaggia è la meta. Insomma, quando si gioca? In quei brevi frangenti tra la doccia, che ci libera dalla fastidiosa salsedine, e la cena. Ed è qui che entra in atto questo grazioso puzzle-platform a scorrimento orizzontale nelle vecchie e care due dimensioni.
Rochard è un titolo leggero, spensierato che ti incastra coi suoi rompicapi giusto per quei brevi attimi di cui disponi.
Un indie da non perdere, coinvolgente soprattutto per il lato puzzle, un po' meno la storia, che non è nulla di che. Ben fatti anche gameplay, grafica ed audio.
Mi ha ricordato quando da piccolo mi innamorai per la prima volta dei videogame, quando ero tra i banchi di scuola e non vedevo l'ora di tornare a casa per continuare a giocare col titolo di turno. Emozione che difficilmente riescono a farmi venire i blockbuster di oggi, salvo rari frangenti in quelle svariate ore di gioco.

4 stelle e mezzo se le merita tutte!